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CIOCCOLATO? SI, MA BUONO!

… non solo al palato ma anche alla salute di chi lo mangia e lo produce.

1. I suoi pregi nutritivi?

I semi di cacao sono ricchi di polifenoli, tra cui i flavonoidi, capaci di contrastare la formazione di radicali liberi e di contenere l’ipertensione, prevenendo l’ossidazione e le infiammazioni responsabili della degenerazione dei vasi sanguigni.Contengono, inoltre, tannini, fluoridi e fosfati, che proteggono dalle carie (ma attenzione: parliamo di cacao, non di cioccolato, che contiene zucchero).

Come se non bastasse, oltre alla teobromina, tonico simile alla caffeina, il cacao possiede sostanze che hanno un’azione analoga ai neurotrasmettitori, come la feniltilamina, la serotonina e la dopamina, in grado di migliorare il tono dell’umore e alleviare la stanchezza. Sul mercato cresce l’offerta di prodotti “dietetici“, dolcificiati con stevia o nettare di fiori di palma, meno calorici ma comunque ricchi di grassi.

2. Come conservarlo

È sensibile all’aria, alla luce e al calore, non deve quindi essere tenuto al sole (per esempio in vetrina). Le confezioni vanno richiuse accuratamente e conservate al fresco. La presenza di una patina bianca, la cosidetta “fioritura“, indica che il prodotto è stato confezionato ancora umido o esposto a sbalzi di temperatura. Si tratta di un difetto estetico che non comporta rischi per la salute.

3. Come riconoscere un cioccolato di buona qualità?

L’indicazione “cioccolato” garantisce almeno il 35% di sostanza secca totale di cacao, il 14% di cacao sgrassato e il 18% di burro di cacao. Quest’ultimo può essere sostituito da altri grassi solo in misura del 5%, a patto di evidenziarlo sulle confezioni, mentre la dicitura “cioccolato puro” assicura l’assenza di grassi estranei al cacao. Nel “cioccolato al latte” la percentuale di sostanza secca di cacao obbligatoria scende al 25% ed è prevista una concentrazione minima di latte del 18%, nel “cioccolato di copertura” il cacao diminuisce ulteriormente. Il cioccolato bianco, infine, non contiene cacao ma solo burro di cacao, latte o latticini. Gli aggettivi “fine, finissimo, extra” possono essere usati esclusivamente se il cacao è presente in quantità superiore al minimo previsto per legge. Quanto alle caratteristiche gustative, la qualità si percepisce anche all’assaggio: un cioccolato fondente tradizionale, per esempio, si spezza fra i denti in modo netto, per poi sciogliersi rapidamente in bocca.

4. Quale uova scegliere per gli acquisti di Pasqua?

Imballaggi e sorpese rendono legittimo il prezzo delle uova, molto più elevato rispetto a quello delle tavolette. Meglio però investire sulla qualità del cioccolato, favorendo i prodotti più ricchi di cacao. Come al solito, un’accurata lettura degli ingredienti è fondamentale per scegliere prodotti di qualità, senza lasciarsi troppo suggestionare da sorprese e gadget alla moda.

5. Che vantaggi offre il cioccolato Fair trade?

Come tutti i prodotti a marchio Fair trade, anche nella produzione di cioccolato vengono adottate tutte quelle linee guida internazionali che garantiscono una giusta retribuzione e condizioni di vita accettabili ai contadini impegnati nella coltivazione de cacao. Il Fair trade, inoltre, promuove la produzione biologica e la biodiversità, favorendo, fra le altre cose, l’autonomia dei piccoli produttori rispetto alle monocolture dei grandi appezzamenti. Dal punto di vista qualitativo, il cioccolato equo e solidale è prodotto senza l’aggiunta di grassi vegetali estranei al cacao, talvolta è addolcito con zucchero di canna integrale ed è lavorato senza lecitina di soia.

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