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DIETA E DOLORI ARTICOLARI

Dolori alle articolazioni, spalla, anca, ginocchio, schiena, piede, caviglia sono disturbi diffusi in un’ampia fascia della popolazione. Ma cosa s’intende per dolore reumatico? Si tratta di una risposta reattiva dell’apparato locomotore ad un’aggressione. Questa reazione si manifesta attraverso il dolore, la rigidità, la ridotta funzionalità dell’articolazione: è il ginocchio che cede all’improvviso o gli oggetti che cadono di mano. L’infiammazione delle strutture che rivestono le articolazioni, cioè i tendini, i muscoli, i legamenti è spesso frequente anche nei giovani, ed è accompagnata da arrossamento, calore, gonfiore, dolore pulsante nella zona interessata.

In questo caso il paziente trae giovamento da impacchi freddi e dalla totale immobilità. Quando invece non si tratta d’infiammazione ma di artrosi, cioè di usura dell’articolazione, i segnali sono diversi: rigidità, perdita di tonicità della muscolatura e di funzionalità dell’organo accompagnati da un dolore sordo che migliora con il movimento, con il massaggio e il calore. È il caso della persona che si alza al mattino e si muove a fatica, poi nel corso della giornata, “scaldandosi”, comincia a sentirsi meglio.

Cosa scatena i dolori

Come ben sa chi soffre di reumatismi il clima freddo e umido peggiora la situazione così come una postura non corretta mantenuta per molte ore al giorno, per esempio il dentista sempre ripiegato con il busto in avanti o la segretaria che sta molte ore seduta alla scrivania senza rispettare le fisiologiche curvature della colonna. Molto importante è la familiarità, cioè la costituzione. In caso di lassità legamentosa, ad esempio, quando cioè i legamenti sono molto lunghi ed elastici, la prima ripercussione si ha sull’arco plantare, che si attenua portando ai cosiddetti “piedi piatti”. Il resto del corpo cerca di bilanciare questo difetto e si creano scompensi nelle articolazioni a monte. Ci sono poi gli incidenti e i traumi, come il classico “colpo di frusta” per incidente stradale che porta ad una flessione brusca del tratto cervicale della colonna, con possibili micro danni alle vertebre e stiramenti e lesioni dei legamenti che avvolgono quella zona. Al di là di questi fattori su cui difficilmente possiamo intervenire, ve ne sono altri definiti “i complici della malattia articolare“, su cui invece abbiamo un ampio margine d’intervento, in primo luogo la dieta e l’esercizio fisico.

Modificare la dieta

Prima d’intervenire con qualsiasi tipo di terapia, è bene fare il punto sulla dieta. Un’eccessiva introduzione di proteine animali porta a un surplus di acido urico nell’organismo che, precipitando sotto forma di cristalli a livello delle articolazioni e dei muscoli, è causa del dolore articolare. Occorre limitare il consumo di carne, insaccati, uova e formaggi stagionati. Questi alimenti contengono anche abbondanti quantità di acido arachidonico, precursore delle prostaglandine, sostanze che innescano il fenomeno infiammatorio. La carne crea, inoltre, un’acidificazione generale dell’organismo, così come il caffè, che favorisce la mobilizzazione del calcio dalle ossa con conseguente maggiore possibilità di osteoporosi. Ben vengano, invece, frutta e verdura ricche di vitamine e antiossidanti. Altrettanto importante è una regolare attività fisica: migliora la tonicità e l’elasticità muscolare, aumenta la massa ossea e favorisce la circolazione. Ricordiamo sempre che l’eccessiva sollecitazione articolare, frequente negli sportivi professionisti e, al contrario, la ridotta mobilità di alcune persone portano allo stesso risultato, cioè a un invecchiamento precoce delle articolazioni. Movimento a parte, stare seduti bene, non insaccarsi in divani avvolgenti per molte ore di seguito, non portare scarpe scomode, tacchi troppo alti, dormire in una posizione che rispetti le fisiologiche curvature della colonna (mai a pancia sotto), sono regole che devono diventare sane abitudini di vita quotidiana.

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