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TIROIDE: PIENO DI IODIO CON MERLUZZO, MIRTILLI E CROSTACEI

Per la salute della tiroide in estate si può fare il pieno di iodio: la dieta ideale infatti, include molti alimenti che in questa stagione si possono consumare di più. Ricchi di iodio sono pesci come il merluzzo, il salmone non di allevamento e il branzino. Ancora, sgombro e alici, crostacei, calamari e polpi. Con questi anche yogurt biologico, mirtilli rossi, fagioli e alghe essiccate, ma anche uova e latte.

Il menù per la tiroide arriva dalla Siedp, la Società italiana di endocrinologia e diabetologia pediatrica. Accanto a questi alimenti, naturalmente, non va dimenticato il sale iodato, la fonte regina di iodio per chiunque. Lo iodio è infatti l’elemento indispensabile che garantisce il corretto funzionamento della tiroide ed è il principale costituente degli ormoni tiroidei. Una dieta povera di iodio infatti può determinare disturbi quali il gozzo, cioè l’aumento delle dimensioni della ghiandola, e la formazione di noduli.

Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, il fabbisogno quotidiano di iodio per un adulto è di 150 microgrammi, ma nel caso di neonati e bambini e di donne in gravidanza l’introito deve aumentare fino a 200-250 mg. In 100 grammi di crostacei è presente una quantità di iodio pari a 300 mg, mentre in una pari quantità di pesce di mare la media è di 80 mg. Concentrazioni molto più basse negli altri alimenti come uova, carne e latte.

Sono tutti alimenti portatori di buone quantità di iodio e che in misura variabile possono contribuire a raggiungere la soglia raccomandata di iodio, ma non si può prescindere dal sale iodato per un corretto apporto iodico giornaliero.

Quali sono gli altri micronutrienti importanti per la tiroide?

Il selenio, perché attiva gli enzimi che portano alla sintesi degli ormoni tiroidei. Ci sono invece alimenti “nemici della tiroide”? Spinaci, cavoli, mandorle, ad esempio, se consumati in quantità notevole, possono contrastare l’assimilazione di iodio o la capacità della tiroide di produrre ormoni. Ma se il loro consumo è equilibrato, per la tiroide non ci sono rischi.

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