fbpx
L’impatto della nutrizione di precisione sul diabete
L’impatto della nutrizione di precisione sul diabete
 Le raccomandazioni nutrizionali dell’American Heart Association
 Le raccomandazioni nutrizionali dell’American Heart Association
10 porzioni di frutta e verdura al giorno per allungare la vita
10 porzioni di frutta e verdura al giorno per allungare la vita
30707016_10156301888199287_1493183837591568384_n
previous arrow
next arrow

ATTENTI AL PACKAGING DEGLI ALIMENTI

È stato dimostrato che alcune sostanze presenti nel materiale di confezionamento degli alimenti, potrebbero influenzare negativamente dei processi endocrini e metabolici. In altre parole, anche il packaging potrebbe contribuire a sbilanciare il metabolismo, quindi a far aumentare di peso, l’ignaro acquirente. È quanto suggeriscono i risultati di uno studio pubblicato su Plos One che punta il dito contro gli “ftalati“, sostanze chimiche comunemente usate per rendere più resistente e flessibile la plastica destinata agli imballaggi alimentari e presenti anche in altri prodotti, come giocattoli e prodotti cosmetici.

Esposizione rischiosa

Diversi studi precedenti avevano mostrato che l’esposizione a questi interferenti endocrini è responsabile di problemi di salute, come un aumento del rischio di ipertensione e di parto pretermine. Il team di ricercatori del Dipartimento di Biology Molecular Systems presso il Centro Helmholtz per la ricerca ambientale, in Germania, si è concentrato, in particolare, sugli effetti sul metabolismo, esponendo, per 10 settimane, alcuni topi da laboratorio a diverse concentrazioni di Di-2-etilesilftalato (DEHP). Hanno quindi valutato l’impatto sul peso, confrontando l’effetto con topi sottoposti allo stesso tipo di alimentazione, ma che non erano stati esposti a DEHP.

Più ftalati, più peso

Ne è emerso che le femmine cui erano stati somministrati gli ftalati, anche a bassa concentrazione, guadagnavano sensibilmente di peso rispetto agli altri. La causa, riporta lo studio, è un aumento di espressione dei recettori degli estrogeni e una riduzione di espressione dei recettori PPARg, presenti nel tessuto adiposo e che svolgono un ruolo importante nella regolazione del metabolismo lipidico e dei carboidrati, aumentando la sensibilità all’insulina.

Lascia un commento