fbpx
Mangiare cibi di stagione, una scelta di salute!
Mangiare cibi di stagione, una scelta di salute!
Dalla dieta mediterranea al movimento i segreti della longevità
Dalla dieta mediterranea al movimento i segreti della longevità
Carnevale: i segreti per friggere bene
Carnevale: i segreti per friggere bene
30707016_10156301888199287_1493183837591568384_n
previous arrow
next arrow

IL RADICCHIO ROSSO, PRIMO ORTAGGIO ITALIANO CON MARCHIO IGP

Lattuga veneta ed erba amica del fegato per Plinio il Vecchio, conserva la storia anche nell’origine latina del suo nome, da “radicula” ovvero radice. Rappresenta l’ultimo in ordine di tempo tra i prodotti della terra, perché lo si raccoglie in autunno avanzato. Fino a qualche anno fa era chiamato cicoria rossa per dimostrare il legame con la sua numerosa famiglia di appartenenza.

Verso la fine del 1400 si iniziano ad avere informazioni storiche su questo ortaggio introdotto nella Repubblica di Venezia, mentre nel XVI secolo iniziò la coltivazione del radicchio denominato “fiore d’inverno” nel Trevigiano. La sua consacrazione si ebbe per opera dell’agronomo Giuseppe Benzi, il quale diede vita alla Prima mostra del radicchio il 20 dicembre 1900, nella centrale Loggia di piazza dei Signori a Treviso.

I radicchi sono tipici dell’Italia settentrionale e in particolare del Veneto, che garantisce il 60% circa della produzione nazionale. Ricordiamo: il radicchio di Treviso, dalla forma allungata, di colore rosso brillante con striature bianche, è stato il primo prodotto agricolo a fregiarsi del marchio Igp nel 1996; il radicchio di Verona Igp, più corto del trevigiano; il variegato di Castelfranco Igp, incrocio tra il rosso di Treviso e la scarola; il rosso di Chioggia Igp dalla forma globosa con un sapore più dolce rispetto agli altri. Dalla fine degli anni Sessanta anche nella provincia di Padova si coltiva una tipologia variegata, il radicchio variegato di Maserà, mentre nella provincia di Rovigo il variegato di Lùsia. Il radicchio non nasce rosso, bisogna sottoporlo a trattamento di imbianchimento messo a punto verso la fine del XVIII secolo con forzatura in acqua di falda, secondo il rigoroso disciplinare.

Il valore nutrizionale è molto basso, buona fonte di potassio, calcio, fosforo, con buon apporto di vitamine. Può essere mangiato crudo in insalata, ottimo grigliato, alla brace, in padella o marinato e cotto nei primi piatti, come la pasta al radicchio e gorgonzola o i risotti, abbinato alle carni soprattutto quelle bianche per il suo contrasto con il loro sapore delicato, come ingrediente per ripieni o frittate. Viene usato anche per ricette insolite come marmellate o crostate. In alcune zone le radici del radicchio sono utilizzate anche per la preparazione del caffè e di altre bevande ad effetto depurativo e corroborante. Liquore tradizionale della Marca Trevigiana è l’Amaro al Radicchio Rosso.

Lascia un commento