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Fibriomialgia, come curarla a tavola

Se avvertite spesso dolori a muscoli e ossa, collegati ad altri sintomi molto variabili e sfumati, elencati di seguito, potreste soffrire di fibromialgia, un disturbo cronico che colpisce soprattutto le donne di età intermedia. Come si manifesta nello specifico questa patologia? La fibromialgia è caratterizzata da dolore muscoloschelettrico e alla palpazione di specifici punti corporei; spesso è associata ad altri sintomi fisici, disturbi del sonno, fatica cronica, rigidità mattutina, ritenzione idrica, formicolii alle estremità degli arti, e a sintomi cognitivi, depressione, ansia, stanchezza mentale. Sono, inoltre, frequentemente associate malattie come osteoartrite, malattie autoimmuni, renali, respiratorie, cardiovascolari, mal di testa.

Nello sviluppo della patologia, gli studi suggeriscono due elementi fondamentali: la ridotta produzione del neurotrasmettitore-ormone serotonina (che origina per il 95% da speciali cellule intestinali) e l’iperattività cronica dell’asse dello stress, con alti livelli di cortisolo e conseguente stress ossidativo. La terapia farmacologica classica si basa sull’uso di antidepressivi e antidolorifici.

I cibi che aiutano

Secondo la Società Brasiliana di Reumatologia è molto utile ridurre il consumo di zucchero, sale, grassi saturi e alcol e aumentare quello di fibre, frutta, vegetali e liquidi. Gli studi dimostrano che il 65% dei fibromialgici è particolarmente carente in acido folico, vitamine B12, A, E, selenio e calcio. Acido folico e vitamina B12 sono essenziali per il buon funzionamento del sistema nervoso, ed è noto che la carenza di vitamina C e D causa dolore osseo e muscolare. È stato dimostrato che gli antiossidanti sono importanti per ridurre lo stress ossidativo presente nella fibromialgia. La dieta vegetariana sembra alleviare molti dei sintomi di questa patologia, grazie al basso contenuto in grassi e proteine animali, alti livelli di antiossidanti, fibre, vitamina C, beta-carotene e minerali (calcio, magnesio, potassio, zinco, selenio). Considerando, inoltre, la carenza di serotonina nei pazienti fibromialgici, è evidente come un maggiore consumo di cibi ricchi di triptofano, l’aminoacido necessario alla sintesi della serotonina, possa essere benefico. Via libera quindi ad avena, banane, datteri, arachidi e, a piccole dosi, cioccolato fondente. Infine, noci, olio o semi di lino e canapa, ricchi di omega-3, sono un valido sostegno antidepressivo.

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